STORIE D’AMORE

Ad uno sguardo superficiale potrebbero sembrare dei semplici biscotti, ma non fermatevi alle apparenze… raccontano una storia d’amore. La leggenda narra che il Re Vittorio Emanuele II chiese ai suoi cuochi di preparare un dolce diverso dal solito. Dopo diversi studi e tentativi ci riuscirono unendo “in matrimonio” due calotte di pasta alle nocciole che sembravano baciarsi romanticamente, tenute insieme dall’intenso e caloroso abbraccio che solo una goccia di cioccolato fondente avrebbe potuto dare. Il nome deriva dal fatto che guardandoli ricordano le labbra di una fanciulla. Inutile dire che una volta che  raggiungono la bocca riescono realmente a trasferire questa passione scatenando i sensi. Sembra quasi impossibile che una manciata di nocciole, un po’di farina, zucchero, burro un pizzico di vaniglia e ovviamente il cioccolato fondente siano riusciti a fare questo miracolo. Sono originari di Tortona in Piemonte ma ne esiste anche una variante con l’aggiunta di cacao e miele fatta in Liguria, i famosi baci di Alassio. Prendetene uno, chiudete gli occhi, assaggiatelo e preparatevi a vivere questa brevissima ma intensa storia d’amore. Questo ed altro su Instagram @juri_spankhmyer_bassani

CALDO PIACERE

Guardateli… fumanti e dorati, pronti a scoppiarvi in bocca non appena esercitate la minima pressione dando luogo ad una detonazione a base di filamentosa mozzarella accompagnata da una colata lavica di passata di pomodoro. Senza un apparente razionale motivo anche solo il loro nome mi fa venire l’acquolina in bocca. Siamo in Puglia e siamo al cospetto dei panzerotti. Hanno ottenuto il riconoscimento P.A.T (prodotti agroalimentari tradizionali). Sono i cuginetti più piccoli della pizza in quanto sono costituiti da un cerchio della stessa pasta  chiuso su se stesso  formando una mezza luna contenendo nella ricetta tradizionale pomodoro e mozzarella. Vengono infine fritti in abbondante olio di semi. Ci sono poi numerose varianti che prevedono carne tritata e mozzarella, cime di rapa, ricotta e provolone. Non basta? Sì sono aggiudicati anche un posto nella categoria dei dolci e a carnevale infatti si possono trovare fatti di pastafrolla spolverati di zucchero a velo con ripieno di crema gianduia, ricotta e marmellata. Se andate a trovare gli amici Pugliesi non potete non provarli e farvi coccolare da questi soffici cuscinetti che contribuiranno a rendere ancora più confortevole la vostra permanenza in quella fantastica terra. Questo ed altro su Instagram@juri_spankhmayer_bassani

EBREZZA ITALIANA

Nel 2014 ha superato lo Champagne per il numero di bottiglie vendute nel mondo… non basta? Dal 2019 le colline del prosecco di Valdobbiadene e Conegliano sono state inserite nell’elenco dei patrimoni dell’umanità dell’UNESCO. Non ė invadente, ma può risultare l’anima della festa. É la miglior compagnia che potete desiderare di avere a tavola insieme al vostro o alla vostra consorte. Sa ascoltare i vostri problemi e le ansie dopo una dura giornata dandovi conforto e facendovi stare meglio, al contrario é in grado di rendere ancora più Epico ed indimenticabile un particolare evento o giornata. Nei momenti di solitudine vi può far sentire meno soli, ed è capace di esaltare all’ennesima potenza i sapori del piatto che state mangiando, va particolarmente d’accordo con gli antipasti, i crostacei e i piatti a base di pesce, oltre che essere un perfetto aperitivo. É per tutte queste ragioni che ormai il prosecco é una presenza fissa a casa di milioni di italiani, per non parlare del resto del mondo. Dei prodotti d’assalto italiani che hanno invaso il globo a livello gastronomico questo ne é il generale… aattenti! Questo ed altro su Instagram@juri_spankhmayer_bassani

TESORI RACCHIUSI

Ne bastano pochi per darvi quel senso di sazietà accompagnato dall’inebriante soddisfazione che anche a distanza di qualche ora dal pasto non vuole abbandonarvi. Sì chiamano tortelli. Originaria principalmente dell’Emilia Romagna, Lombardia e Toscana ma ormai diffusa  su tutto il territorio con le sue numerose varianti questa particolare pasta ripiena racchiude un anima di ricotta alle erbe condita poi con burro, salvia,pomodoro o ragù. A seconda della regione cambia il tipo di erba… con questa piccola premessa immaginate ora di trovarveli fumanti sulla tavola, riuscite quasi a sentire l’aroma del loro ripieno che imprigionato nella pasta invoca a squarciagola di essere liberato una volta per tutte da qualche eroe dal palato fino. Ora é quasi mezzogiorno e sento il loro grido d’aiuto e non serve scrivervi come andrà a finire. Questo ed altro su Instagram@juri_spankhmayer_bassani

REGINA MONDIALE

Piace a tutti, non c’è persona che almeno una volta nella vita non l’abbia provata, certo può dare dipendenza,io lo so bene. Può essere personalizzata  pur mantenendo la propria identità ed essenza. E’ considerata un sinonimo della parola Italia ed ha conquistato il mondo, così oggi celebriamo la regina, il simbolo assoluto del Made in Italy nel mondo. Dalla città di Napoli é uscita e nel corso del tempo ha conquistato l’intero globo. Sono pochi i piatti che possono identificare un intero paese. Spesso si organizzano competizioni ed eventi con cuochi e pizzaioli provenienti da tutto il mondo col solo scopo di renderle omaggio. Facile da preparare, velocissima da mangiare. impossibile da dimenticare… il popolo della pizza e mandolino ha parlato!
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COLESTEROLO BASSO?

Desiderio, eccitazione, appagamento … dove potrete mai trovare una cosa che sia in grado di farvi provare tutte queste emozioni concentrate in una sola manciata di minuti? Semplice in Sicilia. Ne è diventato quasi il simbolo ed è entrato nella lista dei prodotti agroalimentari tradizionali italiani (P.A.T). Arma di “distruzione di massa” extrasensoriale  è costituita da una cialda fritta nello strutto lunga dai 15 ai 20 cm  e con un diametro che va dai 4 ai 5 cm. In canna racchiude un ripieno di ricotta di pecora che viene inserito poco prima di servirlo per evitare che la cialda perda croccantezza. Non basta? Vengono aggiunti infine i canditi e gocce di cioccolato…ah dimenticavo, l’eleganza prima di tutto. Una spolverata di zucchero a velo per dare quel tocco di carattere. Ed ecco il cannolo siciliano. L’incontro durerà poco ve lo assicuro al primo morso una volta sbriciolata la sua scorza, nel momento in cui assaporerete la morbida dolcezza della ricotta sarà troppo tardi, sarà già entrato in circolo scatenando i vostri sensi. Non so dirvi quanto possa fare bene al corpo, ma per lo spirito è miracoloso!
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LA LADY ROMANA

Lei non ha grosse pretese, ma ci sono alcuni punti su cui non transige una gran fame, sapori forti e decisi e il colesterolo? È il suo biglietto da visita. Si fa beffe di quelli che badano troppo alla linea è romanaccia e si va dritti al dunque. È puro gusto, un’intenso miscuglio di sapori che nonostante ne sia ghiotto, ancora oggi non sono in grado di spiegare e descrivere, dovete solo provarla. Andate a Roma in un ristorante qualsiasi e ordinate un buon piatto di “pasta alla Carbonara”. Composta da pasta di semola di grano duro, guanciale o pancetta, uova, pecorino, sale e pepe, non si può restarle indifferenti. Ci sono un sacco di diatribe e discussioni sulle numerose varianti in cui viene proposta ma sapete una cosa, l’unico vincitore è quello al tavolo che se la sta mangiando, perché in un modo o nell’altro lei è buona…  Questo ed altro su Instagram @juri_spankhmayer_bassani

SIGNORA IN ITALIA

In mezzo alla movida romagnola, dopo una bella giornata al mare ecco il classico languorino. Le sue origini si perdono nella notte dei tempi ed è lei che comanda qui. Il suo profumino lo si sente già per le strade, il suo fascino e  carisma sono dettati dalla semplicità, a lei non piace farsi trovare nei ristoranti gourmet, lei predilige i classici chioschetti colorati a bande verticali con colori che variano a seconda della località. Il suo vestito è fatto di una focaccia di farina di grano, strutto o olio di oliva, bicarbonato o lievito, sale e acqua, e viene tradizionalmente cotta su un disco di terracotta o una piastra metallica. Il suo interno dipende dal “carattere” che le si vuole dare, e le sue combinazioni sono pressoché infinite… adoro quella con crudo, squaqquerone, rucola e salsa boscaiola.  Ecco sua maestà la piadina romagnola, simbolo della regione e orgoglio del made in italy . Bambini che vogliono dare un morso a quella dei genitori, ragazzi che l’addentano mentre parlano della notte brava che li attende, coppie di anziani che sedute su panchine l’assaporano parlando… la signora ha conquistato ancora una volta tutti. Questo ed altro su Instagram @juri_spankhmayer_bassani

SFERE DEL GRAGO

Trentino… piccolo hotel immerso nel verde in riva al lago. La calda atmosfera che si respira nel ristorantino tutto in legno, viene smentita solamente una finestrella che mostra un paesaggio  innevato estraneo all’ambiente tale da farlo sembrare  un dipinto appeso alla parete. La serata è fredda, continua a nevicare, lo scoppiettio della legna che arde nel camino fa compagnia e le fiamme che sembrano danzare intrattengono con le loro movenze suadenti ed ipnotiche fino al loro arrivo… quattro sfere perfette di colore differente, cullate in un guazzetto di burro fuso con un profumino che spoilera il successo inevitabile avendoli scelti nel menù. Assaggio il primo di colore rossiccio allo speck facendomi scappare un accenno di sorriso, mentre guardo la mia compagna che pare stia leggendo i miei pensieri annuendo su tutto. Il secondo di colore verde agli spinaci  è ancora meglio,  una buona consistenza che tuttavia nel palato non stufa assolutamente anzi. Il terzo è alla pancetta sublime direi. Ed ecco l’ultimo di colore bianchiccio al formaggio, sembra impossibile, ma è ancora meglio degli altri tre. Per provare una simile esperienza in Trentino ci sono moltissimi hotel e ristoranti immersi nella natura  nei quali non potrete fare a meno di imbattervi nei Canederli, uno dei piatti che rappresenta al meglio la cucina dell alto Adige. Composti essenzialmente da pane raffermo uova e latte e a seconda delle variabili insaporiti con spinaci, formaggio, speck o pancetta, vengono serviti o nel brodo di cottura o con il burro fuso. Con i suoi luoghi suggestivi e l’arte culinaria l’Italia segna un altro punto. Le sfere del drago hanno davvero fatto il miracolo e farebbero davvero resuscitare i morti. Questo ed altro su Instagram @juri_spankhmayer_bassani 

GUSTO EVERGREEN

Ristorantino in riva al mare a Bonassola, in prossimità delle 5 terre, la serata è calda ma si sta bene. Dal mare proviene una brezza che attraversando la veranda del locale e sembra augurare buon appetito a tutti gli occupanti. Stasera “trofie al pesto” uno dei piatti di bandiera del posto, che non si fanno attendere molto! Di piccola dimensione la loro forma è molto simile alla spirale di un cavatappi, e ora fumanti, riposano in un letto di pesto alla Genovese.  Il composto si ottiene mescolando a pressione basilico Genovese DOP, sale, aglio, parmigiano reggiano, fiore sardo, pinoli nazionali e olio extravergine Ligure e il profumo è inconfondibile. Al primo assaggio le papille gustative sono letteralmente assaltate da una miriade di sapori forti ma al tempo stesso delicati che legano tra loro con incantevole precisione tale da farla sembrare   una pozione magica, non un piatto.  Per realizzare un mix di sapori del genere bisogna essere più un alchimista che un cuoco. Inutile dire che questo capolavoro del made in italy è stato incluso nel PAT prodotti agroalimentari tradizionali italiani dall’istituito dal Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali. Non si può andare in Liguria e non provarle. Questo ed altro su Instagram @juri_spankhmayer_bassani