Davanti a noi si ergono fieri come tre guardiani che vegliano su di noi “i faraglioni” dandoci un caldo senso di sicurezza, dominano tutto, è il rumore del mare che batte su di loro a farci compagnia. Una buona bottiglia di vino e la lieve ebrezza che rende tutto più leggero, ci aiuta a fonderci perfettamente in quella stupenda atmosfera come se fossimo anche noi un elemento fondamentale. Finalmente arrivano loro, fumanti, un sontuoso piatto di spaghetti alle vongole… il profumino impiega poco tempo a diffondersi, la pasta sembra avvolgere gelosamente queste perle provenienti dal mare. Il mio primo pensiero è di estrarne subito il contenuto per poter assaporarne senza interruzioni tutta la loro fragranza. I pochi e semplici ingredienti nel mio palato legano perfettamente il leggero retrogusto di aglio che contribuisce a dare una sferzata di carattere a questa eccellenza della cucina italiana. In questa serata tutta partenopea, si è celebrato un vero e proprio inno al made in italy. Dalla location al vero protagonista della serata, composto semplicemente da vongole, qualche spicchio d’aglio, del buon olio extravergine di oliva, un pizzico di prezzemolo e ovviamente gli spaghetti. Questo piatto è la prova che la semplicità vince su tutto. Nel frattempo, di sottofondo, la canzone di Paoli… e vabbè direi estasi pura. Questo ed altro su Instagram @juri_spankhmayer_bassani
Categoria: TASTE IT | Spankhmayer
Via Montenapoleone | Food
VESTIRE ITALIANO
PEPITE SICILIANE
A tutti coloro che hanno avuto la fortuna di essere stati in Sicilia non saranno passati inosservati nei vari localini o negozi di alimentari queste strane pepite dorate. Possono essere perfettamente sferiche oppure coniche in tributo al vulcano Etna che veglia sovrano col suo fare burbero sulla città di Catania. Sono composte da riso impanato e fritto, farciti con piselli,ragù e caciocavallo, oppure in base alle versioni con prosciutto cotto e mozzarella. Delle pure bombe di bontà racchiuse in soli 8 o 10 cm. Dall’aspetto così innocuo una volta presi in mano è inevitabile che vi venga voglia di aprirli rivelando la loro anima filamentosa. A quel punto la bomba è oramai innescata, una volta provato il primo morso verrete sommersi da un’esplosione di gusto ed ogni singolo componente travolgerà in modo devastante le vostre papille gustative facendovi cadere in uno stato di frenesia che vi spingerà a divorarli nel giro di pochissimi minuti nonostante il loro carattere “bollente” che a tratti troverete fastidioso in quanto si contrapporrà tra loro e voi. Queste gemme preziose del made in italy sono state ufficialmente inserite nella lista dei prodotti agroalimentari tradizionali italiani dal ministero delle politiche agricole alimentari e forestali. Artificieri del gusto… l’operazione disinnesco abbia inizio. Questo ed altro su Instagram @juri_spankhmayer_bassani
ATMOSFERE SUGGESTIVE
Personalmente ritengo che un fattore importante per la riuscita di una cena, oltre ovviamente alla qualità delle pietanze servite, sia anche la location. Stasera ci troviamo nella Valle di Astino inserita nel sistema dei colli di Bergamo. Qui sorge un antico monastero fondato attorno al 1070 da un gruppo di monaci vallombrosani. Dal passato travagliato fu coinvolto nella contrapposizione quattrocentesca tra i Visconti e Venezia che ne segnò il declino. Dopo una lunga opera di ristrutturazione nelle notti d’estate viene anche gestito dai ristoratori della zona e tra loro spicca anche l’estivo del ristorante Da Vittorio, rinomato in tutta Bergamo. Coccolati dal fresco venticello che scorre tra i colli, un bel calice di vino, la luce soffusa e l’atmosfera catartica del monastero il successo della serata è assicurato. Consiglio di provare i paccheri, originari della campania, ma rivisitati nel caratteristico modo che ha contribuito a rendere famoso questo ristorante in tutta Bergamo. Sedetevi, rilassatevi e liberate la mente. Buon week-end… questo e altro su Instagram @juri_spankhmayer_bassani
SINFONIA PERFETTA
CATARSI GLICEMICA
Una fresca mattina d’estate la tiepida brezza che mi accarezza il viso, io, un cucchiaino e lui… non serve altro! Affondo il piccolo cucchiaio al suo interno, la sua consistenza fa si che non opponga la minima resistenza, anzi le sue parti sembrano voler abbracciare quel cucchiaino facendolo rapidamente sparire al loro interno come due vecchi amanti che non si vedono da tempo colti dall’improvvisa passione ed ecco il primo assaggio. Partono impulsi elettrici che fanno letteralmente impazzire i neurotrasmettitori che in un attimo intasano le sinapsi del mio cervello riattivandolo in ogni sua parte come luci di un albero di natale. Chiudo gli occhi. Come un dipinto fatto all’aria aperta sotto la pioggia le preoccupazioni della vita quotidiana divengono da lì a poco sbiadite, sempre più inconsistenti fino a sparire completamente. Senza nemmeno avere il tempo di rendermene conto mi trovo già stretto e cullato dal caldo abbraccio delle endorfine, provando un benessere, un euforia che non riesco a giustificare, ma va bene così. Dopo il primo dolcissimo impatto comincia a farsi viva quella piccola nota amarognola, sapevo che di lì a poco l’avrei trovata, è lei che mi dà la carica di cui ho bisogno. Così riapro gli occhi guardo fisso nel vuoto e sorrido. Avete appena fatto un viaggio sensoriale dentro la mia mente mentre provo il Tiramisù, un eccellenza del made in italy originaria del Veneto che non ha assolutamente bisogno di presentazioni. È composto da strati di biscotti savoiardi inzuppati nel caffè e farciti con una crema a base di mascarpone. Non serve conoscerlo, bisogna solo goderselo. Allacciate le cinture, parte la seconda cucchiaiata. Questo ed altro su Instagram @juri_spankhmayer_bassani
SNACK DA PORTO
UN TRIBUTO
Benvenuti in questo angolo dedicato alla cucina Italiana. Oggi aprirei con un tributo particolare a Bergamo, città bersagliata dal Covid 19. E quale modo migliore di renderle omaggio se non parlando di una delle punte di diamante in ambito culinario? I “Casoncelli alla bergamasca”.Definire la loro origine è difficile, si pensa però che possa risalire agli inizi del XII secolo. Inizialmente il ripieno era diverso da quello usato oggi, ed era costituito da formaggio, pere, canditi e mandorle, il tutto amalgamato con burro e uova. Oggi la ricetta varia da località in località e da famiglia in famiglia. Un piatto ricco di tradizione e sapore, facilmente preparabile anche a casa per scoprire il gusto di questa parte Lombarda. Un consiglio però, se passate in zona provateli in un ristorante …ve ne innamorerete subito! Questo ed altro su Instagram @juri_spankhmayer_bassani