Una fresca mattina d’estate la tiepida brezza che mi accarezza il viso, io, un cucchiaino e lui… non serve altro! Affondo il piccolo cucchiaio al suo interno, la sua consistenza fa si che non opponga la minima resistenza, anzi le sue parti sembrano voler abbracciare quel cucchiaino facendolo rapidamente sparire al loro interno come due vecchi amanti che non si vedono da tempo colti dall’improvvisa passione ed ecco il primo assaggio. Partono impulsi elettrici che fanno letteralmente impazzire i neurotrasmettitori che in un attimo intasano le sinapsi del mio cervello riattivandolo in ogni sua parte come luci di un albero di natale. Chiudo gli occhi. Come un dipinto fatto all’aria aperta sotto la pioggia le preoccupazioni della vita quotidiana divengono da lì a poco sbiadite, sempre più inconsistenti fino a sparire completamente. Senza nemmeno avere il tempo di rendermene conto mi trovo già stretto e cullato dal caldo abbraccio delle endorfine, provando un benessere, un euforia che non riesco a giustificare, ma va bene così. Dopo il primo dolcissimo impatto comincia a farsi viva quella piccola nota amarognola, sapevo che di lì a poco l’avrei trovata, è lei che mi dà la carica di cui ho bisogno. Così riapro gli occhi guardo fisso nel vuoto e sorrido. Avete appena fatto un viaggio sensoriale dentro la mia mente mentre provo il Tiramisù, un eccellenza del made in italy originaria del Veneto che non ha assolutamente bisogno di presentazioni. È composto da strati di biscotti savoiardi inzuppati nel caffè e farciti con una crema a base di mascarpone. Non serve conoscerlo, bisogna solo goderselo. Allacciate le cinture, parte la seconda cucchiaiata. Questo ed altro su Instagram @juri_spankhmayer_bassani
CATARSI GLICEMICA
