Siamo in Emilia Romagna in una fresca serata di fine estate. Un ristorantino che si affaccia sul fantastico panorama dei colli bolognesi con il sole ormai debole all’orizzonte sembra stia baciando la terra. Arriva il cameriere che con fare serafico accennando un timido sorriso appoggia il piatto mettendoci faccia a faccia con loro… non c’è bisogno di presentazioni!
Sembrano sorriderci il leggero fumo che ci accarezza l’olfatto sembra trasportare la loro anima con una fragranza che riconosciamo immediatamente. Nella nostra mente compare quindi l’immagine di un orchestra i cui musicisti mentre si stavano scaldando con i loro strumenti vengono zittiti dai classici tre tocchi di bacchetta del direttore. La forchetta spezza senza pietà la loro leggera corazza che con il classico “crack” ci fa sospirare, partono timidamente gli “archi” con i loro violini accompagnati dal pizzichio dell’Arpa… La forchetta è ormai giunta alla fine del suo viaggio rompendo ogni loro strato con amorevole veemenza entrando completamente nel cuore caldo che racchiude la loro essenza.
Parte l’assaggio, i gesti delicati e armoniosi del maestro lasciano improvvisamente il posto a movimenti decisi e convulsi. Sembra quasi danzare… partono quindi i “legni”… le forchettate si susseguono… flauti e clarinetti vengono immediatamente accompagnati dagli “ottoni” con un’esplosione di trombe e tromboni… mentre gustiamo sentiamo distintamente tutti i singoli componenti che tra loro legano perfettamente contribuendo con questa melodia a farci entrare in uno stato di estasi. Partono le percussioni per il gran finale, assaporiamo e alziamo lo sguardo godendoci l’incantevole paesaggio ormai stellato con il luccichio delle lucciole e il frinire dei grilli che inconsapevolmente si sono uniti alla melodiosa sinfonia che abbiamo in testa. Ci siamo appena gustati le lasagne alla bolognese un altro motivo d’orgoglio del made in italy composte da pasta fresca all’uovo, ragù alla bolognese e besciamella, tra gli scroscianti applausi è una standing ovation.
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