Capostipiti della cucina abruzzese, ecco a voi gli arrosticini, spiedini di carne di pecora giovane detta “ciavarra” o di montone castrato. Possono essere uniformi, costituiti da cubetti di carne di un cm di lato disposti uno sopra l’altro su uno spiedino di bamboo o betulla di circa 20 cm oppure tagliati col coltello a pezzi irregolari in cui vengono alternati pezzi di carne magra con pezzi di grasso che contribuisce a renderli teneri e morbidi. Ultimamente si stanno diffondendo anche delle varianti in cui si usa il fegato alternato a foglie di alloro o con l’aggiunta di piccole fette di cipolla.
La leggenda narra che siano stati inventati da 2 pastori nel 1930 che tagliarono carne di pecora vecchia in piccoli pezzi , anche vicino all’osso per non sprecare cibo. Successivamente non essendo particolarmente pregiati per essere resi più appetitosi furono disposti su bacchette di legno di “vingh” per poi essere cotti alla brace, tale fu il successo che in seguito furono utilizzati anche tagli di carne più pregiati. Hanno un sapore molto intenso esaltato ulteriormente dall’aggiunta di un ramo di rosmarino cosparso di olio extravergine di oliva o di olio al peperoncino a seconda dei gusti. In Abruzzo vengono organizzate delle vere e proprie sagre e competizioni dedicate a loro, competizioni in cui fondamentalmente vincono tutti dai consumatori che hanno l’opportunità di provare qualcosa di veramente sfizioso ai ristoratori che provocano una dipendenza dalla quale nessun amante della carne è riuscito ancora ad uscirne. Questo ed altro su Instagram @juri_spankhmayer_bassani
SFIZIOSITA’
