Giusto ieri ricordavo una fuga tropicale, una pazzia di un San Valentino indimenticabile, dalla giungla alla costa di Bali. Iniziava al nucleo culturale dell’isola Ubud, con una visita al mercato della frutta e dei fiori di Candi Kuning, le sue esotiche orchidee selvatiche, le rose, e vi erano persino le fragole. Una camminata fino a 850 metri sul livello del mare dove ammiravo il sereno Lago Beratan che riempiva l’antico cratere del Monte Batukaru, con il Tempio di Ulun Danu, lì unico, su una piccola striscia di terra. E ancora gli splendidi laghi gemelli, la famosa spiaggia di sabbia nera, e il centro storico di Singaraja, ex capitale di Bali, senza dimenticare una lussureggiante foresta pluviale fino alle cascate di Gigit. Bellissima la mattinata nel Mare di Bali con i suoi delfini a pochi metri dalla spiaggia prima ancora dell’alba. Completamente affascinante la cultura e l’artigianato di Bali, con i suoi pittoreschi campi di riso e villaggi, lo spettacolare lago/vulcano, le sue opere d’oro e d’argento e le sue impressionanti sculture in legno. E poi Monkey Forest, un gruppo di alberi imponenti che ospitava centinaia di scimmie e pipistrelli nella frutta che dormivano di giorno e cacciavano di notte. Ma indimenticabile è sicuramente l’ultima tappa a Tanah Lot, famosa come il Tempio del Tramonto, dove “innamoratissima”, ammiravo il sole oltre le torri nere nel sacro tempio del XVI secolo su una roccia lavica nera a 200 metri al largo.
FUGA TROPICALE
