“Abbiamo garantito la presenza lombarda a
un avvenimento sempre più di livello internazionale, con una
serie di iniziative mirate a recuperare alcuni prodotti della
nostra tradizione tipica e a promuovere le
diversità dei territori lombardi”. Lo ha detto l’assessore
regionale all’Agricoltura Gianni Fava, visitando oggi lo stand
di Regione Lombardia al Salone del Gusto di Torino.
FORMULA DI SUCCESSO – Il Salone, manifestazione biennale di
carattere internazionale, ha richiamato nell’ultima edizione
220.000 visitatori, di cui oltre il 35 per cento stranieri, con
la presenza di 1.000 espositori provenienti da più di 100 Paesi.
Regione Lombardia, con la Direzione generale Agricoltura,
partecipa e coordina lo stand con la presenza della Direzione
generale Commercio, Turismo e Servizi, di Slow Food Lombardia,
Sistema Turistico del Po, Consorzio Lugana, Consorzio Oltre Po
Pavese con il Paniere Pavese e Gal Oltre Po Mantovano.
NUOVE OCCASIONI DI MERCATO – “Prodotti di nicchia – ha ricordato
l’assessore lombardo – che vanno dal pannerone lodigiano, al
salva cremasco passando per la tinca del lago d’Iseo. Produzioni
che possono sembrare marginali ma su cui stiamo puntando per
trovare nuove nicchie di mercato e nuove forme di economia”.
VALORIZZAZIONE TIPICITA’ NUOVA FRONTIERA – Tradizione,
creatività e innovazione nel settore dell’alimentazione saranno,
del resto, tra I principi ispiratori dei lavori e del confronto
attesi all’esposizione universale del 2015, con particolare
attenzione alle sfide più urgenti
come la necessità di adottare metodi di produzione compatibili
con uno sviluppo sostenibile e la valorizzazione delle
tradizioni alimentari e delle loro unicità culturali.
GRANDE SUCCESSO DI PUBBLICO – “Questa grande kermesse – ha fatto
notare Fava – da’ a tantissimi operatori e produttori la
possibilità di mettersi in mostra, con le modalità che piacciono
al pubblico. Che ha, infatti, risposto in massa all’offerta
fieristica. Promuovere e divulgare è la nuova frontiera del
mercato agricolo, così come promuovere e far conoscere I
prodotti meno conosciuti ma di livello qualitativo sempre
maggiore è anche un impegno della pubblica amministrazione”.
(Ln)