GOLOSARIA,FAVA:EVENTO CHE DIVULGA VALORE DELLA QUALITA’

“Il cibo di qualità non viene prodotto
ovunque, non coincide con le commodities, con cui si fanno
grandi produzioni, senza badare troppo alla qualità. Qui
vogliamo continuare a produrre qualità, e a ‘divulgarla’: perché
essa venga riconosciuta servono iniziative culturali di una
certa portata, dove si aprono dibattiti su più fronti. E
Golosaria è una piattaforma ideale che rappresenta quello che
sarà il dibattito durante Expo”. Lo ha detto l’assessore
regionale all’Agricoltura Gianni Fava, intervenendo oggi alla
presentazione di ‘Golosaria 2014’, la rassegna di cultura e
gusto in programma dal 15 al 17 novembre al Superstudio Più di
Via Tortona a Milano.
‘La vita come gusto, il gusto come stile di vita’ è il refrain
che il suo organizzatore e ideatore, Paolo Massobrio, ha voluto
per questa nona edizione. “Significa – ha spiegato Massobrio –
preferire la qualità alla quantità, approfondire la cultura
delle materie prime, imparare l’arte della scelta e della
selezione”.

VALORI IDENTITARI – “Il valore della materia prima è
imprescindibile, poi le modalità con cui questa viene
trasformata ne accrescono il livello qualitativo – ha osservato
Fava -. In Lombardia sappiamo fare bene entrambi. E la
produzione della materia prima non è sviluppata allo stesso modo
dappertutto. Noi diamo garanzie sotto tanti profili – sanitario,
alimentare, sindacale – che molti altri paesi non danno”.
Dunque, anche la trasformazione del prodotto diventa talmente
identitaria, “che quando si parla di grana padano – ha osservato
l’assessore regionale – si deve pensare a una produzione
manuale, diversa una dall’altra, garantita però dal medesimo
livello qualitativo, sia che venga realizzata dal piccolo
caseificio o dalla grande latteria”. “Questo ci rende unici al
mondo – ha precisato l’assessore – , la nostra biodiversità,
oltre 200 i prodotti tipici locali in Lombardia, è unica. Un
contesto in cui le iniziative come Golosaria fanno riscoprire e
valorizzare i prodotti, indipendentemente da quantità e
produzioni di nicchia, o meno”.

ANALISI ATTENTA DELLE PROPOSTE – La rassegna enogastronomica di
Paolo Massobrio nasce da un formidabile osservatorio: ognuno dei
200 produttori alimentari e dei 100 titolari di cantine ospitati
negli 8000 mq di fiera-mercato, sono stati selezionati,
osservati e ‘degustati’ più volte negli anni dal team di esperti
de ‘Il Golosario’, best seller dell’enogastronomia italiana.
Quest’ anno il libro ‘Il Golosario’ si fa ‘user friendly’ e
diventa anche un portale, una vera e propria banca dati
accessibile a tutti da computer e smartphone all’indirizzo
www.ilgolosario.it.

QUALITA’ PIU’ ACCESSIBILE A TUTTI – “Vorremmo arrivare a Expo
caratterizzandone il dibattito con un messaggio – ha detto Fava
-, passando da ‘Nutrire il pianeta’, tema irrisolto quanto
scontato, a promuovere la possibilità di ‘mangiare meglio in
tutto il mondo’. Chi fa lo sforzo di lavorare meglio, di portare
avanti le tradizioni deve poter essere tutelato. Chi produce
qualità deve essere promosso, discusso, fatto conoscere presso
il grande pubblico, anche grazie a strumenti come questo, di
alto livello sotto il profilo professionale, culturale e
scientifico”. “Questo settore è un pezzo di economia lombarda e
nazionale – ha sottolineato Fava – che va preservato e tutelato.
La grande sfida è che queste produzioni siano pagate di più, che
sia valorizzato il lavoro di chi fa qualità, non certo che ne
vengano aumentati i livelli produttivi”.

I NUMERI DELL’EDIZIONE 2013 – Quarantacinque mila visitatori,
suddivisi tra 75% consumer e 25% operatori, 5000 piatti serviti,
250 espositori, 300 artigiani del gusto e chef, 350 giornalisti
e blogger accreditati. (Ln)

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