“Il progetto di candidatura del Po grande a Riserva Mab-Unesco ci interessa e Regione Lombardia e’ disponibile a valutare un percorso insieme, in tempi rapidi.
Pero’, essendo stati invitati formalmente per la prima volta a questo Tavolo, ci risulta difficile dichiararci pronti a uno stanziamento a bilancio, dal momento che tra domani e dopodomani approveremo il bilancio 2018 e questa voce non c’e’. Siamo disponibili, ma i tempi sono serrati”. E’ una mezza doccia gelata quella che l’assessore all’Agricoltura della Lombardia, Gianni Fava, riserva ai sindaci dei 64 comuni del tratto del Po della Lombardia e dell’Emilia-Romagna, riuniti questa mattina a Guastalla per uno step di avanzamento della candidatura del ‘Po grande’ a Riserva Mab-Unesco.
DOMANDA ENTRO 1° GIUGNO – La domanda dovrebbe essere depositata nella sede Unesco di Parigi entro il 1° giugno prossimo e oggi si e’ costituita la segreteria organizzativa per la candidatura.
Accanto ai Comuni, sono coinvolti anche l’Autorita’ di Bacino per il fiume Po e l’Universita’ di Parma.
“Ribadiamo l’interesse della Lombardia – ha detto Fava – ma non posso nascondervi il fatto che le tempistiche sono molto serrate e si rende necessario l’individuazione di un soggetto capofila che si fa carico anche di anticipare le risorse economiche. Per questo confido molto nell’operato dell’Autorita’ di Bacino o di distretto, come si dovrebbe chiamare in futuro. Saranno loro che dovranno farsi registi in questa logica di interregno”.
L’assessore Fava non ha nascosto il fatto che, pur essendo partiti i lavori per la candidatura a Riserva Mab-Unesco nella seconda meta’ del 2015, “e’ la prima volta che Regione Lombardia e’
invitata a partecipare e questo rende impossibile promettere un sostegno economico, anche perche’ il prossimo mese, in vista delle elezioni, sara’ sciolto il Consiglio regionale”.
“Invito i promotori a fare azione di comunicazione adeguata, spiegando anche che non si tratta un’azione rivolta ad appesantire gli oneri burocratici per le imprese”.